Era da moltissimo tempo che desideravo scoprire Valencia, affascinata dai racconti di cari amici che per lavoro hanno abitato in questa splendida città per un paio d’anni. Quest’estate Ryanair, con mia assoluta sorpresa, ha inaugurato proprio la tratta Torino – Valencia: potevo forse non approfittarne? In compagnia di Alessandro, sono volata a Valencia dal 17 al 24 agosto 2016. Ecco dunque in questo articolo tutti i miei consigli su cosa puoi fare e vedere in 7 giorni di permanenza. Buona lettura!

Per me imprescindibile, innanzitutto, è la visita alla Lonja de la Seda (ingresso: €2,00 dal lunedì al sabato e gratis domenica, festivi o con Tourist Card), patrimonio UNESCO dal 1996, considerata il più brillante esempio dell’architettura gotica civile sia per la sua bellezza architettonica sia per la sua importanza commerciale. Il nome è dovuto al commercio che si sviluppò al suo interno, alla fine del XV secolo, quando Valencia era il maggiore punto di riferimento per l’industria e il commercio marittimo della seta. Si trova poco lontano dal mercato coperto più grande d’Europa (Mercat Central) nonché nel famoso Barrio El Carmen, un eclettico quartiere del centro storico in cui al calar del sole si accende la movida spagnola. Tra le sue strette viuzze mi sono letteralmente innamorata delle meravigliose opere di street art che adornano tanti muri e palazzi: su Instagram, qui e qui, puoi vedere le mie preferite.

Lonja de la Seda © theredfrancesca.com
Lonja de la Seda / Credits: theredfrancesca.com

Veniamo dunque alla Ciudad de las Artes y las Ciencias (prezzi ingresso qui; 15% di sconto con Tourist Card). Opera degli archistar Santiago Calatrava e Félix Candela, è un enorme complesso  che, tra gli altri, ospita l’Oceanogràfic, il Museu de les Ciències Príncep Felipe e l’Hemisfèric. Con sette zone marine diverse, molte delle quali all’aperto, lo spettacolare Oceanogràfic è l’acquario più grande d’Europa. Lì puoi ammirare circa 45.000 esemplari di 500 specie diverse, come delfini, leoni marini, foche, pinguini, squali o ancora fenicotteri e farfalle. Io sono rimasta particolarmente affascinata dalle vasche che ospitano i coloratissimi pesci tropicali e, soprattutto, dal divertente spettacolo che si tiene ad intervalli orari nel delfinario. Il mio fidanzato, invece, ha trovato emozionante la visita al tunnel con gli squali. Per visitare per bene tutto l’Oceanogràfic, calcola almeno mezza giornata.

L’Hemisfèric è invece un cinema digitale 3D, con un enorme schermo concavo di 900 metri che quasi avvolge gli spettatori. Ogni giorno vengono proiettati vari filmati di circa 45 minuti, nella maggior parte dei casi documentari educativi (è consigliabile prenotarne la visione prima di iniziare la visita agli altri edifici). Noi abbiamo scelto di vedere un documentario della National Geographic, Mysteries of the Unseen World, grazie al quale abbiamo scoperto che… il numero di organismi che abita ogni corpo umano è superiore al numero delle persone che popolano l’intera Terra! All’ingresso ci hanno consegnato degli speciali auricolari con cui abbiamo potuto cambiare la lingua della proiezione, impostando l’italiano.

Consigliato per un’utenza di tutte le età, il Museu de les Ciències Príncep Felipe offre diverse esposizioni interattive a tema scienza e tecnologia: dinosauri, domotica, astronomia e corpo umano (qui capisci davvero quanto sia complicato il lavoro di un chirurgo!) sono soltanto alcune delle tematiche trattate. Oltre ai numerosi laboratori, che richiedono tutti una partecipazione attiva, l’offerta è completata da mostre temporanee su argomenti scientifici vari. Al momento è attiva l’esposizione su Nikola Tesla. Costituiscono infine la Ciudad de las Artes y las Ciencias l’Agoràuno spazio versatile che ospita eventi di qualsiasi tipo, l’Umbracle, un enorme giardino che di notte si trasforma in discoteca ed il Palau de les Arts Reina Sofía, il teatro dell’opera.

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Oceanogràfic | Credits: theredfrancesca.com
Delfinario Oceanogràfic / Credits: theredfrancesca.com
Delfinario Oceanogràfic / Credits: theredfrancesca.com
Museu de les Ciències Valencia 2 TRF
Museu de les Ciències / Credits: theredfrancesca.com
Ciutat de les Arts i les Ciències Valencia TRF
Agorà, Ponte de L’Assut d’Or, Museu de les Ciències, Hemisfèric, Palau de les Arts Reina Sofía / Credits: theredfrancesca.com
Museu de les Ciències Valencia TRF
Museu de les Ciències / Credits: theredfrancesca.com

Tornando nel centro storico, una tappa da me fortemente consigliata è quella alla Catedral de Valencia (ingresso + audioguida: €6,00; 10% di sconto con Tourist Card), che dal 1916 custodisce il noto Santo Graal in una cappella omonima. Ubicata su un tempio romano, quindi moschea, la sua origine risale al XIII secolo. La Catedral de Valencia non appartiene ad uno stile unico né dominante: le sue espressioni vanno infatti dal romanico al gotico, fino ad arrivare al barocco. Suggestiva è senza dubbio la cappella del Santo Calice (bella anche una di quelle laterali che ospita un’opera di Goya),  ma la Capilla Mayor è un capolavoro che ti lascerà davvero senza fiato. Ti suggerirei inoltre di andare a vedere la città dall’alto sulle Torres de Serranos o sulle Torres de Quart (ingresso: €2,00 dal lunedì al sabato e gratis domenica, festivi o con Tourist Card), due delle porte delle antiche mura ancora esistenti, esempio entrambe di costruzione militare del tardo gotico. Dovrai affrontare scalinate (quasi) interminabili, ma il meraviglioso panorama ripagherà la tua fatica. Da Plaza de la Reina, si raggiungono entrambe in 10 minuti a piedi.

Catedral de Valencia / Credits: theredfrancesca.com
Catedral de Valencia / Credits: theredfrancesca.com

Le principali attrazioni culturali di Valencia, quelle insomma di cui ti ho appena parlato, si possono visitare in circa 3 giorni. I restanti potrai dunque dedicarli al relax in spiaggia oppure allo shopping in Carrer de Colón e nei vari centri commerciali dislocati in città (Aqua, Arena, El Saler), sebbene non troverai negozi che non ci siano anche in Italia.  Per quanto riguarda le spiagge, invece, devi sapere che in meno di 30 minuti dal centro, con i mezzi pubblici puoi raggiungere quelle di Las Arenas, Malvarrosa e El Cabañal, su cui sventola la bandiera blu. Ad appena 10 km da Valencia si trovano inoltre spiagge incontaminate e conservate allo stato naturale, come la spiaggia di El Saler o quelle ubicate nel parco della Albufera. Io ed Alessandro abbiamo scelto di rilassarci nell’ampia e ventosa spiaggia di Malvarrosa, che ci ha stupito per organizzazione, pulizia ed educazione di chi ne usufruiva. L’acqua era pulita e bassa per parecchi metri. Molto carino il lungomare (da qui puoi raggiungere il porto e vedere il Veles e Vents, l’edificio più rappresentativo dell’America’s Cup svoltasi a Valencia nel 2007) con un’ampia scelta di ristoranti in cui gustare un’ottima paella.

Veles e Vents / Credits: theredfrancesca.com
Veles e Vents / Credits: theredfrancesca.com

Per mangiare, in effetti, che cosa ti consiglio? Per colazione la nostra tappa fissa era da Starbucks in Carrer de Sant Vicent Màrtir, per un croissant ed un Iced Cafè Latte, mentre per pranzo abbiamo variato tra ristoranti fast food e localini con cibo più salutare come l’imperdibile ZummSalads (Calle de La Paz, 10). A cena, invece, abbiamo cercato di assaggiare il più possibile le specialità locali, dunque paella e tantissime tapas (anche da LizarranPlaza Ayuntamiento 8).

Sono tre, in ogni caso, i locali che ti consiglio assolutamente di provare. I primi due sono il Laboratorio (Plaça de l’Escolania de la Mare de Déu dels Desemparats, 3) ed il Cafè de Las Horas (Calle del Conde de Almodóvar, 1),  con due concept totalmente diversi ma creati e gestiti dallo stesso proprietario, una persona squisita che abbiamo anche avuto il piacere di conoscere personalmente: grazie, Marc, per averci svelato tanti interessanti aneddoti sulla città mentre raccontavi, in un perfetto inglese, la storia dei locali e un po’ della tua vita. Il Laboratorio è un locale informale in cui puoi bere un ottimo drink (noi abbiamo provato la Mistela, un vino liquoroso davvero apprezzabile) accompagnato da deliziose tapas. Il Cafè de Las Horas è invece un mix cosmopolita tra il classico caffè letterario di inizio secolo, un salone da tè inglese e un cocktail bar americano, il tutto ambientato in un’opulenta atmosfera neobarocca. Imperdibile! Al suo interno vengono periodicamente organizzati eventi di ogni tipo: dai concerti di jazz alle feste a tema fino agli spettacoli di drag queen, senza dimenticare i workshop sulla psicologia o sul trucco con L’Oréal (giuro!). Assolutamente da provare qui è l’Aqua de Valencia, il tipico cocktail valenciano a base di succo d’arancia, cava, vodka e gin, di gran lunga la migliore che assaggerai in città.

Laboratorio Valencia
Laboratorio; Hummus y Mistela c/o Laboratorio / Credits: theredfrancesca.com
Cafè de Las Horas / Credits: theredfrancesca.com
Cafè de Las Horas / Credits: theredfrancesca.com

Anche se non segui abitualmente una dieta vegana o vegetariana, se per una cena vuoi provare qualcosa di particolare ti suggerisco infine il bar ristorante Almalibre (Carrer del Repés, 3). Lì potrai gustare degli hummus favolosi tanto quanto i burger vegani componibili a proprio piacimento, per poi concludere il pasto con una Açai Bowl. Con l’ottimo accompagnamento cocktail biologici o gustosissimi succhi detox, ovviamente.

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Almalibre Açai Bar / Credits: theredrancesca.com

Hai qualche domanda da pormi su Valencia? Se sì scrivimela nei commmenti, intanto buona permanenza in questa meravigliosa città 🙂

P.S. In questi 7 giorni abbiamo alloggiato presso la Reina 12 Guest House, in un deliziosa camera con vista su una delle piazze più suggestive della città, la centralissima Plaza de la Reina.

Per ulteriori informazioni sulla città, sui trasporti o sui vantaggi della Valencia Tourist Card puoi visitare il sito ufficiale dell’Ente del Turismo, disponibile anche in lingua italiana. 

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